Tracce, percorsi e relazioni: il territorio raccontato attraverso le mappe

Tracce, percorsi e relazioni: il territorio raccontato attraverso le mappe

Solo Cose Belle APS intreccia storie e spazi, trasformando camminate e laboratori in pratiche di ricerca collettiva

All’interno dell’area di ricerca multimediale ed editoriale, Solo Cose Belle APS sviluppa strumenti e pratiche per osservare, raccontare e interpretare il territorio in modo partecipato. Tra questi occupa un ruolo centrale la realizzazione di mappe, intese non come semplici rappresentazioni geografiche, ma come dispositivi narrativi e relazionali capaci di restituire la complessità dei luoghi e delle comunità che li abitano.

Le mappe diventano così esiti di un processo di ricerca sul campo: sono costruite a partire dall’esperienza diretta, dall’ascolto e dall’attraversamento dei territori. Disegnarle significa scegliere cosa rendere visibile, quali relazioni evidenziare, quali storie far emergere. In questo senso, mappare è già un atto interpretativo e culturale.

La mappa di Barriera di Milano: tracciare relazioni

La prima mappa realizzata da Solo Cose Belle APS nasce in occasione delle passeggiate urbane organizzate nella primavera 2025 nel quartiere Barriera di Milano, in collaborazione con Lost in Turin, all’interno delle attività di Z reticoli, il progetto di Informagiovani diffuso del Comune di Torino, realizzato da Arci Torino con Vivo In e Giosef Italy.

In particolare, la passeggiata di sabato 5 aprile 2025 ha rappresentato un momento chiave: il percorso ha attraversato alcune realtà storiche e attive del quartiere – il Circolo Antonio Banfo, Via Baltea, i Bagni Pubblici di via Agliè, l’Orto Urbano del Boschetto – Agrobarriera e il Circolo Risorgimento – mettendo in luce una rete di luoghi di socialità, cura e produzione culturale.

La mappa non si è limitata a indicare un itinerario, ma ha cercato di restituire le connessioni tra questi spazi, raccontandoli come presìdi che rispondono ai bisogni del territorio e contribuiscono alla sua trasformazione. Uno strumento pensato per accompagnare la camminata, diventando archivio e racconto condiviso di un’esperienza collettiva.

Città Interiore – San Salvario: mappare l’esperienza

Una seconda declinazione del lavoro di mappatura è emersa con il workshop Città Interiore – San Salvario, un laboratorio esperienziale che ha spostato lo sguardo dalla dimensione collettiva del quartiere a quella più intima e soggettiva della relazione con i luoghi.

In questo caso, la mappa non nasce dall’attraversamento fisico di un percorso prestabilito, ma dall’individuazione di un luogo capace di risuonare interiormente: una piazza, un angolo nascosto, un portone familiare. A partire da questa scelta, i partecipanti sono stati guidati in un processo di ascolto e rielaborazione che ha intrecciato parole, immagini, fotografie e disegni.

Il risultato è stato un insieme di mappe emotive, realizzate attraverso collage e tecniche miste: oggetti visivi e narrativi che raccontano il legame personale con San Salvario. Piccoli archivi sensibili, capaci di restituire un paesaggio urbano fatto di memorie, percezioni e vissuti individuali.

Mappare come pratica di ricerca

Queste due esperienze, pur diverse per forma e approccio, condividono una stessa visione: la mappa come strumento di ricerca territoriale. Per Solo Cose Belle APS, mappare significa osservare, ascoltare, selezionare e restituire. Significa riconoscere il territorio come un organismo vivo, composto da relazioni, storie e stratificazioni, e provare a raccontarlo in modo accessibile e plurale.

Le mappe diventano così dispositivi aperti, capaci di attivare nuove esplorazioni, generare consapevolezza e stimolare connessioni tra chi abita i luoghi e chi li attraversa. Un modo di fare ricerca che parte dal corpo e dall’esperienza, e che trova nella restituzione visiva ed editoriale uno spazio di sintesi e condivisione.

In questo senso, il lavoro di mappatura rappresenta uno degli strumenti attraverso cui Solo Cose Belle APS continua a interrogare il territorio, costruendo narrazioni collettive e personali che tengono insieme cultura, ambiente e comunità.