Torino-Belgrado: connessioni attraverso arte, stampa e autoproduzione

Solo Belle APS a casa del collettivo Matrijarsija

Alcuni percorsi non nascono da una pianificazione precisa, ma da incontri, qualcuno le chiamerebbe situazioni, che lasciano il segno. È così che è iniziata la relazione tra Solo Cose Belle APS e il collettivo Matrijarsija: tra le bancarelle e l’energia del Balôn di Torino, in uno di quei momenti in cui riconosci subito, dall’altra parte, una sensibilità affine alla tua.

Quasi naturalmente, da un semplice contatto è nato qualcosa di più profondo. Una conversazione che è continuata nel tempo, trasformandosi in amicizia, e poi in un desiderio condiviso: incontrarsi di nuovo, questa volta nei rispettivi contesti, per conoscersi davvero, capire come lavoriamo, e costruire qualcosa insieme.

Questo desiderio ci ha portati a Belgrado.

Il viaggio è stato prima di tutto un’immersione. Entrare nel laboratorio di Matrijarsija ha significato osservare da vicino un modo di fare con cui ci sentiamo in profonda sintonia: la cura per il processo, l’attenzione alla materia, la volontà di mantenere una dimensione artigianale anche nella sperimentazione. Tra telai serigrafici, stampe in risografia, prove, errori e nuove intuizioni, abbiamo visto prendere forma un approccio che mette al centro il fare collettivo e la condivisione delle competenze.

Perché, in fondo, è proprio questo che cerchiamo di fare: costruire ponti.

Questa stessa energia si riflette anche nel loro nuovo progetto, Fijuk Baraba. Più che un negozio, è un punto di incontro: un luogo aperto, attraversabile, in cui le persone possono entrare, fermarsi, scoprire, parlare. Uno spazio che tiene insieme esposizione, vendita e relazione, mantenendo una dimensione accessibile e autentica che rispecchia profondamente il loro modo di stare nella scena artistica indipendente.

All’interno di questo contesto abbiamo avuto l’opportunità di portare anche una parte di noi. Abbiamo presentato Solo Cose Belle APS, raccontando il nostro percorso, le nostre pratiche e la rete di artistə che negli anni abbiamo costruito. Soprattutto, abbiamo condiviso una selezione di opere che da questa rete provengono, creando un momento di apertura e scambio concreto.

Non è stata una semplice esposizione, né una presentazione formale.

È stato uno spazio di dialogo. Abbiamo parlato di ciò che significa oggi portare avanti progetti indipendenti, delle difficoltà quotidiane, delle strategie per resistere e crescere, delle opportunità che nascono quando si lavora insieme. Abbiamo messo in comune esperienze diverse ma profondamente connesse, trovando nelle differenze nuovi spunti e nelle somiglianze una conferma.

In questo senso, il valore più grande del viaggio non è stato solo ciò che abbiamo mostrato, ma ciò che abbiamo costruito insieme: una relazione più profonda, basata su fiducia, ascolto e visione condivisa.

Belgrado, con la sua energia stratificata e il suo fermento culturale, ha fatto da sfondo perfetto a tutto questo. Una città che, come molte realtà indipendenti che la abitano, riesce a tenere insieme contrasti e possibilità, creando terreno fertile per sperimentazioni e nuove connessioni.

Tornando a Torino, portiamo con noi molto più di un’esperienza: nuove idee, nuove domande e soprattutto la certezza che questo è solo l’inizio. L’inizio di una collaborazione che immaginiamo in evoluzione, fatta di nuovi scambi, progetti condivisi e occasioni per continuare a intrecciare le nostre reti.

Non si tratta solo di produrre opere, ma di costruire un linguaggio e uno spazio comuni.

Un grazie speciale a tutte le artiste e gli artisti che hanno contribuito a rendere possibile questo scambio, mettendo in circolazione le proprie opere e la propria ricerca: